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PONTE SUL TARO

Ponte sul Taro - Maria Luigia 2016

Il 10 ottobre 1819, Maria Luigia pone la prima pietra tra la folla festante e consegna 250 lire di dote a venticinque ragazze indigenti estratte a sorte. La Duchessa tiene che questo progetto, già promosso ai tempi dei Borbone e di Napoleone, sia tra le primissime infrastrutture da lei realizzate. La Via Emilia potrà finalmente scavalcare il fiume Taro grazie a venti arcate (565,5 metri), realizzate tra 1816 e 1821 dall’ingegnere Antonio Cocconcelli, affiancato da Giambattista Ferrari, e dall’imprenditore Amedeo Rosazza, per un costo finale di oltre due milioni di lire.

Ai capi del ponte sono le quattro statue marmoree di Giuseppe Carra, con le personificazioni dei principali affluenti del Po nel ducato parmense: la Parma e il Taro (a Est), l’Enza e lo Stirone (a Ovest). Si tratta della prima di una nutrita serie di opere viabilistiche luigine per incentivare lo spostamento di merci e persone: i ponti su Trebbia (1826), Arda (1837), Nure (1838), Tidone (1839-42) e Manubiola (1841-42), e il completamento delle strade della Cisa (1832-40), tra Borgotaro e Malerino (1838-40), tra Berceto e Borgotaro (dal 1837), tutte imprese eternate da pubblicazioni celebrative e medaglie.