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GIARDINO DUCALE

Giardino Ducale - Palazzo Ducale - Maria Luigia 2016

Pur non modificandolo all’inglese come i parchi di Colorno e di Sala, Maria Luigia commissiona diverse migliorie per il Giardino di Parma, che apre spesso al pubblico. A proprie spese restaura la peschiera (1829), realizza la magnifica aranciera, lunga circa 80 metri, per proteggere in inverno gli agrumi disposti durante la bella stagione lungo il viale che conduce al palazzo (1840), e ricostruisce la scalinata ai rampari presso la Porta di Santa Croce (1842); sulla cimasa del cancello adiacente, opera settecentesca in ferro battuto, si leggono ancora oggi le sue iniziali intrecciate. Dopo aver ripristinato il palazzetto detto di Eucherio Sanvitale, lo destinerà ad abitazione del direttore del Giardino.

Risalente alla seconda metà del Cinquecento, il vasto giardino e il suo imponente palazzo sono stati la residenza suburbana prediletta dai Farnese e dai Borbone. La conformazione alla francese del parco si deve ai duchi Filippo e Luisa Elisabetta, che lo affidano a Ennemond-Alexandre Petitot e allo scultore Jean-Baptiste Boudard per le statue e i vasi. Oltre alle diverse migliorie al giardino, Maria Luigia utilizza la residenza ducale per esporre dapprima i ritratti dei principi che hanno regnato su Parma, appositamente raccolti e ordinati da Giambattista Borghesi, dal 1839 le opere incisorie di Toschi tratte dagli affreschi di Correggio e Parmigianino, infine i migliori quadri degli allievi accademici.